Il moderno centro urbano di Ripa, conosciuto un tempo per i vigneti e gli oliveti, nacque probabilmente da alcuni insediamenti colonici romani, facenti parte di un “Fundus” dedito allo sfruttamento agricolo della zona. Le prime tracce della loro presenza furono rinvenute nel 1996, in località Cafaggio (presso Ripa), dove gli archeologici riportarono alla luce due tombe romane complete dei loro arredi funebri, risalenti ai primi secoli dopo Cristo, questo ritrovamento spinse il Gruppo Speleologico e Archeologico Versiliese, a compiere altre ricerche, che portarono alla luce altre due tombe della stessa epoca, collocate sotto i resti (fondamenta) di una villa romana tardo-imperiale. Ripa appartenne al feudo dei nobili di Vallechia (imparentati con i nobili di Corvaia) e la sua storia dall’epoca medievale in poi, non si discosta da quella di Seravezza. La sua chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate in Ripa, già esistente nel XIII secolo appartenne alla Pievania di S.Stefano a Vallecchia. Sottoposta inizialmente alla Diocesi di Luni (fino al 1787), dopo un breve periodo di transizione nel 1798 fu aggregata definitivamente alla Diocesi di Pisa. La primitiva struttura, così come la quasi totalità del paese, venne distrutta durante l’ultimo conflitto mondiale e alla fine della guerra (1950 – 1952), fu ricostruita.